INTESTINO IN SALUTE = IMMUNITÀ PRESERVATA

INTESTINO IN SALUTE = IMMUNITÀ PRESERVATA

Sappiamo già da tempo che il nostro intestino è “abitato” da diverse specie batteriche che convivono in equilibrio tra loro e svolgono un ruolo fondamentale in tantissime funzioni del nostro organismo, compresa l’immunità. Non è un caso che oltre il 70% del sistema immunitario risieda proprio nell’intestino.

Per preservare questo equilibrio la natura ha pensato a tutto e mantiene sempre l’intestino in stato di allerta per essere pronto a difendersi da agenti patogeni e infiammatori che possano turbare questi delicati equilibri. Insomma, è un po’ come se avesse una pistola carica… ma la tiene in tasca!

Quando il nostro intestino subisce un danno anche il sistema immunitario ne risente, indebolendosi fortemente ed esponendoci ad un maggior rischio di ammalarci.

Questo rischio è connesso con la funzione di barriera del nostro intestino che deve essere mantenuta forte e salda impedendo a sostanze nocive di arrivare nel sangue ma allo stesso tempo deve consentire il passaggio di nutrienti e sostanze utili che introduciamo con la dieta. In presenza di un danno intestinale questa selezione non avviene efficacemente e sostanze nocive come virus e batteri possono passare dall’intestino al sangue indisturbate allarmando il sistema immunitario.

Il problema è che quando l’intestino diventa eccessivamente permeabile si attiva una sorta di “infiammazione silente”: non abbiamo dolore, ma ci possiamo accorgere del fenomeno solo dalle sue conseguenze, che sono le più diverse:

a partire dai dolori addominali, diarrea, meteorismo, stanchezza cronica, allergie, intolleranze alimentari fino ad arrivare ad ansia e addirittura a dermatiti.

Fortunatamente, oggi, esistono diversi test che consentono di valutare in via preventiva se l’intestino è danneggiato: capire l’entità del danno è fondamentale per porvi rimedio. Pensiamo al nostro intestino danneggiato come un orto incolto: prima di poter piantare nuovi ortaggi è necessario ripulirlo. Un approccio ben conosciuto in medicina funzionale e valido quando la causa del danno è una disbiosi, consiste proprio in questo e prevede 4 fasi per ritrovare il benessere intestinale: 1. Rimuovere ciò che ha causato il danno 2. Rimpiazzare e preparare il “terreno” 3. Reinoculare i batteri “buoni” ed infine 4. Riparare e mantenere in salute l’ecosistema (adeguati livelli di vitamina D, Zinco, Omega 3 sono fondamentali per questa funzione).

Per concludere, diversi sono i fattori che mettono alla prova il nostro organismo e i mesi scorsi ne abbiamo avuto una prova concreta. È fondamentale quindi mantenere sempre l’intestino in salute affinché le difese immunitarie siano pronte a difenderci.

Fonti:

Enrico Bevacqua. La permeabilità intestinale (Leaky gut e la disbiosi): correlazioni, diagnostica e cura. Webinar (03/2019)

Maayan Levy*, Aleksandra A. Kolodziejczyk*, Christoph A. Thaiss* and Eran Elinav Dysbiosis and the Immune System 232. REVIEWS www.nature.com/nri (2017)

 

ALLERGIA

ALLERGIA

Perchè e importante sapere a cosa si è allergici? Allergie respiratorie: si possono prevenire con l’alimentazione?
In primavera la natura si risveglia, ma per molti non è la benvenuta: starnuti, prurito, orticaria, lacrimazione, naso che cola, asma, dolore addominale, nausea, vomito, diarrea, sono tutti sintomi delle allergie. Il rimedio classico è quello di assumere antistaminici perché sono estremamente efficaci ed hanno un’azione pressochè immediata, ma come tutti i farmaci devono essere assunti per brevi periodi e con la giusta cautela a causa degli effetti secondari (soprattutto mal di testa,  sonnolenza, sensazione di malessere, nausea, vertigini…)
Le farmacie Experta sono vicine al cliente non solo per il curare il sintomo: sapere esattamente a quali specie si è allergici è altrettanto importante. Numerosi studi hanno confermato che fino all’80% delle allergie agli inalanti, anche se non percepite, hanno innescato allergie agli alimenti. Questo fenomeno è definito “reattività crociata”: per esempio chi è allergico ai pollini della betulla può avere reazioni allergiche mangiando mele e noci, ma anche viceversa.
Controllare l’alimentazione nei periodi precedenti alle fioriture può costituire un elemento che riduce l’insorgenza di allergie o la loro intensità.
Presso le farmacie Experta, tramite poche gocce di sangue ottenute dal polpastrello che vengono inviate ad un laboratorio autorizzato, è possibile indagare su ben 20 allergeni respiratori, sapendo anche il livello di reattività di ciascuno (RAST test allergologico con tecnologia Immunoblot). Il referto, inoltre, contiene la lista di tutte le più evidenti reazioni crociate: questo permette al cliente di prevenire la futura insorgenza di allergie agli alimenti, e di modulare l’alimentazione nei periodi precedenti alle fioriture, costituendo così un’importante atto di prevenzione, e non solo di cura.Nei mesi di Marzo e Aprile si può approfittare di un’importante campagna sconto, ottenendo l’analisi agli allergeni respiratori a soli 99€. C’è un ulteriore vantaggio: il servizio prevede l’emissione della fattura direttamente dal laboratorio di analisi, che è scaricabile ai fini fiscali.

LINK SCIENTIFICO:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4482820/

In adults, up to 80% of all cases of food allergy are preceded by sensitisation (clinical or subclinical) to aeroallergens, food allergic symptoms being caused in these patients by cross-reactions between ingested food and inhaled allergens[23]. Even in children, it is suggested that cross-sensitization may be found in up to 25% of cases[24].

OMEGA 3, NON SOLO SALUTE CARDIOVASCOLARE

OMEGA 3, NON SOLO SALUTE CARDIOVASCOLARE

In una società come la nostra in cui tutte le persone ogni giorno affrontano ostacoli fisici, chimici, biologici e psicosociali diventa importante avere degli alleati su cui contare come gli acidi grassi omega 3.

Gli acidi grassi omega 3 eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA) sono fondamentali per il nostro benessere in quanto svolgono un’importante azione antinfiammatoria e interagiscono con molte funzioni dell’organismo.

Gli omega 3 sono un toccasana per il sistema cardiovascolare: diminuiscono la pressione arteriosa e il numero di trigliceridi (diminuendone la produzione e favorendone la distruzione da parte del fegato) e stabilizzano le placche ateromatose nelle arterie impedendone la rottura e diminuendo così il rischio di infarto.

Diversi studi hanno evidenziato come i DHA siano in grado di migliorare la memoria a breve termine e l’attenzione e di diminuire la demenza; altri studi ne hanno provato i benefici in caso di depressione.

Il loro utilizzo per malattie della cute quali ad esempio la psoriasi o l’acne è ormai provato da tempo, così come si sono dimostrati efficaci per il benessere dei muscoli (consigliati anche per gli sportivi).

Grazie alla loro spiccata attività antinfiammatoria possono essere impiegati in tutte le patologie in cui c’è una componente infiammatoria come ad esempio l’obesità o diverse malattie autoimmuni in cui svolgono un’azione immunomodulatoria.

Tuttavia l’utilizzo migliore degli omega 3 resta sicuramente il campo della prevenzione: prevenire è molto più semplice che curare!

Capita l’importanza degli omega 3 come possiamo garantire al nostro corpo il giusto apporto?

Come sempre l’alimentazione è fondamentale ma spesso anche in paesi evoluti come il nostro si evidenzia una carenza di omega 3. Privilegiare cibi ricchi di omega 3 come pesce, verdure a foglia verde, semi oleaginosi, frutta con guscio, spezie è importante ma potrebbe comunque non bastare per garantirne il sufficiente apporto.

L’EPA e il DHA sono considerati acidi grassi semi essenziali perché pur potendo essere prodotti dal nostro organismo partendo dall’acido linolenico (introdotto con l’alimentazione) la loro sintesi non è così semplice e la produzione risulta spesso insufficiente, diventa quindi importante introdurne la giusta quantità con l’integrazione.

Le linee guida indicano un’integrazione da 1 a 2g al giorno, per arrivare fino a 4g in particolari situazioni, l’esperienza però dimostra che è difficile indicare una dose valida per tutti in quanto l’assorbimento varia da persona a persona e dipende da molteplici fattori, per stabilire il giusto apporto il metodo migliore è quello di analizzare la quantità di omega 3 presente sulla membrana dei globuli rossi, rilevabile con semplici test, e sapendo così l’esatta presenza di omega3 nel nostro organismo integrare con il quantitativo corretto.

SPUNTI PER UNA CUCINA SALUTARE

SPUNTI PER UNA CUCINA SALUTARE

 

Attualmente l’aspettativa di vita per le donne è di 85,2 anni e per gli uomini 80,8 anni e i dati Istat affermano che questo trend continua a crescere, ma aggiungere anni alla vita non è sinonimo di una buona vecchiaia. Per invecchiare bene è importante fare scelte consapevoli: diversi studi dimostrano che lo sviluppo di una patologia è dovuto per il 30% ad una predisposizione genetica e per il rimanente 70% dipende dalle influenze ambientali e dallo stile di vita.

Molti pensano che un’alimentazione sana sia una valida alleata per invecchiare in salute, tuttavia i risultati potrebbero essere inferiori alle aspettative in quanto i processi utilizzati in cucina possono diminuire la disponibilità dei nutrienti negli alimenti, soprattutto di minerali e vitamine (fondamentali per l’azione anti-aging). Ad esempio la quantità di vitamina C realmente a disposizione potrebbe essere molto inferiore a quella introdotta con l’alimentazione se non consideriamo che la vitamina C è estremamente sensibile alla temperatura.

Per valutare la biodisponibilità dei nutrienti, ossia la quantità di nutrienti dell’alimento che realmente sono a nostra disposizione, bisogna considerare diversi fattori come la freschezza degli alimenti, il frazionamento delle parti (cha causa fuoriuscita di liquido contenente nutrienti), il contatto con l’ossigeno (che tramite l’ossidazione causa la denaturazione di proteine, grassi e vitamine), la luce che catalizza i processi di ossidazione, il metodo di cottura, le interazioni tra alimenti e con eventuali farmaci. Sono da considerare inoltre le caratteristiche specifiche di ogni persona come età, sesso, stato di salute e microflora intestinale (se infatti la salute dell’intestino non è ottimale anche i nutrienti assorbiti ne risentiranno).

La cottura gioca un ruolo fondamentale in cucina: ha un’azione microbicida, elimina le tossine, aumenta la biodisponibilità di alcuni alimenti (come le vitamine termostabili A, D, E, K e i carotenoidi), disattiva enzimi responsabili di degradazione e rende più digeribile il cibo; esistono però degli aspetti negativi come ad esempio il danneggiamento di sostanze termolabili (vitamine del gruppo B, C, PP, ecc).

Tra i diversi tipi di cottura uno molto utilizzato è la bollitura, questo metodo comporta la perdita di vitamine e minerali perché molti nutrienti si trasferiscono nell’acqua utilizzata che spesso viene buttata, inoltre le alte temperature raggiunte degradano i nutrienti. Per diminuire le perdite è utile diminuire l’acqua, i tempi e utilizzare il sale (il sale nella bollitura trattiene i nutrienti ma sul cibo crudo ha un’azione opposta).

La cottura a pressione presenta aspetti contrastanti infatti portando ad elevate temperature in tempi ridotti diminuisce l’alterazione dei composti ma causa denaturazione delle proteine (bene quindi per i vegetali, meno per la carne).

La cottura al forno raggiungendo temperature molto alte causa perdita di nutrienti e creazione di sostanze dannose per la salute, è da usare quindi con moderazione, così come la frittura che anche se non comporta grandi perdite di nutrienti porta ad un abbondante assorbimento di grassi.

Valide alternative sono la cottura al vapore, che garantisce un’eccellente conservazione delle proprietà nutrizionali e dei composti bioattivi degli alimenti, e la cottura sotto vuoto che garantisce la conservazione delle sostanze nutritive (anche se non ancora molto diffusa nella pratica comune esistono ormai strumenti facilmente reperibili per uso domestico: vale quindi la pena cercare di conoscere meglio questo metodo).

Un valido aiuto ci viene anche dal microonde che è in grado di dimezzare i tempi di cottura senza uso di condimenti e a basse temperature.

In conclusione abbiamo tutte le armi per far rendere al meglio i nostri sforzi in cucina: con un po’ di impegno possiamo davvero migliorare con l’alimentazione la nostra salute!